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Familiari Alzheimer

Il sostegno ai familiari

Le malattie degenerative, in particolare le demenze senili, il Morbo di Alzheimer in primis, rappresentano una frattura nell’esperienza esistenziale sia per la persona che ne è affetta, sia per il suo sistema famigliare. La lenta, inesorabile diminuzione delle capacità (cognitive, motorie, funzionali) dell’anziano conduce ad una irreversibile trasformazione dell’organizzazione della famiglia, che viene man mano coinvolta a livello personale, emotivo ed economico.

Chi si prende cura dell’anziano è esposto da un lato ad aspettative non realistiche (la situazione migliorerà) e dall’altro alla frustrazione dell’efficacia delle proprie cure (constatando che non migliora).

D’altronde la situazione si complica nel momento in cui si riscontra la necessità di far entrare in casa un nuovo aiuto, una persona estranea, la “badante”, che deve inserirsi ricostruendo un nuovo equilibrio di relazioni sia con l’anziano, sia con i familiari.

Molti sono gli  interrogativi e i dubbi che assillano il familiare dell’anziano disabile,  dalla ricerca dei servizi presenti sul territorio alla richiesta di informazioni utili da un punto di vista medico e psicologico e non da ultimo la necessità di un valido supporto per gli adempimenti burocratici.

Oltre al corso "L'anziano non autosufficiente in famiglia" promosso ed organizzato dall'Associazione C. P. S. (Centro per la Promozione della Salute) in collaborazione con il Comune di Ariccia (RM), si possono trovare molte informazioni utili nella rete, come ad esempio la guida ai servizi dell'azienda ASL di Roma, oppure il sito dell'associazione italiana Alzheimer.

Per poter essere di sostegno ad un caro affetto da demenza, o comunque non autosufficiente, è necessario prendersi cura di se stessi. Se, infatti, uno dei sintomi più atroci è il lento e inesorabile naufragio del senso linguistico, per cui alla fine si approda nella vuota spiaggia della non-parola, è del caregiver (famigliare o badante) il compito di continuare ad esprimere e nominare l'intenzione e le emozioni del malato, partendo dall'esprimere e nominare le proprie.

Dunque è importante rivolgersi a gruppi di sostegno per poter condividere la propria esperienza, per poterla raccontare, per arricchirsi di quella degli altri, per non pensare di essere soli, per radicarsi alla vita anche nei momenti più dolorosi.

Tags: Alzheimer

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