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Disturbo da Gioco d'Azzardo

Quando l'Azzardo è Patologico

Federico ricorda il periodo in cui ci siamo incontrati “mi alzavo tutte le mattine con un solo pensiero: puntare, puntare puntare. Se non fosse stato per mia madre, non mi ero accorto di stare male. Dicevo “ma qual'è il problema? Ora mi sembra così assurdo, ho perso 5 anni della mia vita e soprattutto la fiducia della mia famiglia, che è così difficile ora da riconquistare”.

Il Disturbo da Gioco d'Azzardo (Gambling Addiction nella terminologia anglosassone) o Gioco d'azzardo patologico, è definito dal Ministero della Salute come “l’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o fare scommesse, nonostante l’individuo che ne è affetto sia consapevole che questo possa portare a gravi conseguenze”.

In Italia il fenomeno della dipendenza da gioco d'azzardo è in piena espansione e solo da poco è stato istituito un piano d'azione teso al contrasto della sua diffusione.

Sebbene non esistano ad oggi studi esaustivi, in una ricerca del 2012 Serpelloni rivela che le persone affette da Ludopatia in Italia si stimano intorno 0,5-2,2% dell'intera popolazione.

Recenti ricerche americane, inoltre mettono in luce come il 66% di ludopatici siano maschi, mentre il 34% femmine e come queste ultime siano interessate dalla patologia in età più avanzata.

Quando il gioco d'azzardo diventa patologico?

Due sono i criteri che diversificano 3 livelli di dipendenza dal gioco: avere consapevolezza dei propri limiti, avere libertà di scelta.

1° livello: Gioco d'azzardo ricreativo (o non giocatori):

ad esempio quando si gioca la lotteria nazionale a Capodanno. Si spendono piccole somme e si può decidere di non comprare il biglietto.

2° livello: Gioco d'azzardo problematico (giocatori di livello 2):

ad esempio quando non si può fare a meno di comprare tutti i giorni i gratta e vinci. La consapevolezza e la libertà sono limitate e le conseguenze negative possono essere più o meno moderate, ma croniche.

3° livello: Gioco d'azzardo patologico (giocatore patologico):

ci sono 11 criteri diagnostici che nel DSM V (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) definiscono la Gambling addiction all'interno della categoria dei “Disturbi da dipendenza e correlati all'uso di sostanze”.

Come uscire dal Disturbo da Gioco d'Azzardo?

Compito della terapia è ripristinare la consapevolezza e la libertà di scelta. Il percorso che il terapeuta proporrà non può prescindere dalla volontà, capacità e motivazione del paziente. In questo senso si può parlare di co-costruzione di una relazione terapeutica nella quale ognuno svolgerà il proprio ruolo. Come si può intuire, per la complessità del tipo di sofferenza non sarà sempre rosa e fiori, ma forse potrebbe costituire l'unica partita per la quale vale la pena scommettere.

Tags: disturbo da gioco d'azzardo

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